Quanto costa riscattare la laurea?

Quanto costa riscattare la laurea?

Quanto costa riscattare la laurea?

La pensione è uno di quegli argomenti che per i lavoratori tra i 25 e i 45 anni appare particolarmente doloroso. In un sistema lavorativo che ha favorito la precarizzazione e la discontinuità lavorativa, oltre a costringere fette crescenti di popolazione a crearsi un lavoro autonomo, ritardando peraltro l’ingresso nel mondo del lavoro per chi ha scelto di ultimare gli studi universitari, la possibilità di accedere a una pensione dignitosa senza arrivare a lavorare fino alla vecchiaia inoltrata appare un’opzione remota (e qualcuno direbbe quasi fantascientifica).

Poche sono le soluzioni a questa situazione: una è probabilmente stanziare parte dei propri guadagni in un fondo pensione privato.

 

Un’altra invece, particolarmente diffusa tra i liberi professionisti, e che può accorciare di qualche anno la durata della vita lavorativa, è il cosiddetto Riscatto della Laurea (o degli studi universitari o del corso di laurea, come più propriamente può essere chiamato).

Cosa è il riscatto della laurea?

Il riscatto del corso di laurea è un istituto che permette di rendere utile ai fini pensionistici il periodo degli studi universitari, a patto ovviamente di avere effettivamente conseguito il titolo di studio.

Tutti, anche i soggetti inoccupati, possono accedere al riscatto del corso di laurea, anche quando non siano mai stati iscritti ad alcuna forma di previdenza obbligatoria.

Viene data possibilità di accedere al riscatto di laurea a tutti coloro che abbiano conseguito uno dei seguenti titoli: diplomi universitari, diplomi di laurea, diplomi di specializzazione post-laurea, dottorati di ricerca, lauree triennali e lauree specialistiche, oltre i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale a seguito dei corsi attivati a partire dall’anno accademico 2005/2006.

Non sono computabili ai fini del riscatto gli anni di iscrizione fuori corso e i periodi per cui vi siano già versamenti di contribuzione obbligatoria o figurativa (per il principio di non sovrapponibilità dei periodi contributivi).

Quanto costa il riscatto del corso di laurea?

Il calcolo del riscatto della laurea è alquanto complesso, sia per l’alternanza esistente nel nostro sistema previdenziale tra calcolo su base retributiva e calcolo su base contributiva, sia per una serie di correttivi da applicare. L’assistenza di un CAF o di un commercialista può essere importante per capire la fattibilità della cosa e la sua convenienza.

L’INPS, in qualità di ente destinatario della richiesta di riscatto del corso di laurea, ha dedicato sul suo sito una esauriente scheda all’argomento, con precise indicazioni delle normative e un simulatore di calcolo, che permette di capire meglio quanto possa costare e come sia più conveniente rateizzare questa forma di contribuzione volontaria.

Peraltro, per il 2020 sono state previste, con il Decreto Legge n.4 del 2019, delle condizioni agevolate di riscatto della laurea, abbassando i riferimenti retributivi per il calcolo dei contributi. Nello specifico, l’imponibile retributivo è determinato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda e in base all’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche vigente, nel medesimo periodo, nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD).

Per meglio comprendere, riprendiamo quanto riportato sul sito INPS:

"Per il 2020 il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dai commercianti è pari a 15.953 euro. A questo importo va applicata l'aliquota del 33%. Quindi, per le domande presentate nel corso del 2020, il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.264,49 euro”.

Appare immediato quindi il calcolo, moltiplicando tale cifra per la durata degli anni di corso degli studi universitari, escludendo le eventuali frequenze fuori corso. Qualora la laurea sia stata conseguita con mesi di anticipo sul corso di studio standard, il calcolo di sopra va proporzionato ai mesi di corso effettivi.

Si presti attenzione però a una cosa: se il periodo del corso di laurea è antecedente al 1996, e si basi quindi sul sistema retributivo, accedendo al riscatto con condizioni agevolate, il calcolo pensionistico avverrà con sistema contributivo, che potrebbe quindi apparire meno conveniente (pur andando comunque ad incrementare il montante contributivo e anticipando la maturazione del diritto alla pensione). Il pagamento anche di un sola rata del riscatto del corso di laurea con le condizioni agevolate rende la scelta di regime irrevocabile.



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