Quanto costa il test sierologico?

Quanto costa il test sierologico?

Quanto costa il test sierologico, a cosa serve e dove è possibile effettuarlo?

Si tratta di domande piuttosto comuni. Questa tipologia di diagnosi, abbinata a quella del tampone rapido, risulta l’unica possibilità di capire se un soggetto ha sviluppato l’infezione da COVID-19, anche se questo risulta asintomatico.

A livello puramente pratico, si tratta di un vero e proprio esame del sangue che può avvenire tramite un sistema pungidito o un più classico prelievo venoso. Dunque, qual è la principale differenza rispetto al più celebre tampone?

A differenza di quest’ultimo, il test sierologico va a individuare non solo lo stato presente del soggetto, ma anche il suo storico. Di fatto, mentre con il tampone è possibile individuare la presenza del COVID-19 nelle mucose respiratorie, con i test sierologici si comprende se, anche in passato, la persona ha avuto contatti con la malattia.

Bisogna però chiarire che il coronavirus non è una novità del 2020, ma fa parte di uno dei tanti ceppi dei Coronavirus che circolano da anni, ad ondate, tra la popolazione. Il COVID-19 è un virus molto più aggressivo rispetto agli altri.

Un test sierologico va ad effettuare la misurazione degli anticorpi totali (IGT) e degli anticorpi IgG e IgM. L’individuazione di particolari anticorpi nel sangue infatti, denota il fatto che il soggetto ha affrontato il virus e il suo sistema immunitario ha risposto efficacemente allo stesso.

Dove fare il test sierologico

A livello puramente teorico, è possibile effettuare questo tipo di analisi affidandosi al Sistema Sanitario Regionale o in laboratori di microbiologia e virologia pubblici. Il sovraccarico del sistema sanitario però, rende pressoché impossibile affidarsi a enti pubblici.

L’unica possibilità, a meno di rari casi, si rivela dunque quella di rivolgersi a laboratori privati, legati comunque al Sistema Sanitario Regionale locale. Ovviamente però, questo tipo di test non viene fornito gratuitamente.

Quanto costa il test sierologico

Secondo quanto appena affermato, esistono due possibili soluzioni per chi vuole effettuare un test sierologico. La prima prevede affidarsi a strutture pubbliche (quando possibile) con un costo che dovrebbe risultare inferiore ai 20 euro. Per alcune categorie particolarmente a rischio, come personale medico, forze dell'ordine e simili, è offerto gratuitamente.

Per evitare tempi d’attesa però, sempre più persone si rivolgono al settore privato. Ovviamente, eseguire un test sierologico presso strutture di questo tipo, aumenta notevolmente i costi.

Questi dipendono molto non solo da ogni singola regione ma anche da laboratorio a laboratorio. Esistono casi limite in cui i test costano 180 euro, in altri casi invece, il prezzo è di poco superiore a quanto richiesto dalle strutture pubbliche. Per evitare dei veri e propri salassi dunque, è consigliabile contattare telefonicamente o informarsi online presso la clinica a cui ci si intende rivolgere.

I tempi per ottenere il risultato di un test sierologico

Rispetto ai tamponi, che offrono risultati in circa di 2 giorni lavorativi, i tempi d’attesa per quanto concerne i risultati di un test sierologico possono aumentare notevolmente. Ciò è dovuto alla richiesta piuttosto elevata che, come già detto, nell’ambito pubblico è ormai in condizioni di dover affrontare richieste superiori alle possibilità di gestione attuali.

Per quanto concerne il privato invece, la situazione è migliore. Affidandosi a cliniche ben organizzate infatti, non solo è possibile fare il test nel giro di pochissimi giorni, ma anche di  ricevere un responso nel giro di 1-2 giorni lavorativi. Inoltre, lo stesso risultato è reso disponibile, in forma totalmente confidenziale, direttamente online (senza dunque doversi muovere di casa).

Cosa fare se il test sierologico è positivo

La presenza di anticorpi, potrebbe significare sia che il soggetto è stato a contatto con il COVID-19 in passato, sia che lo stesso è attualmente infettato anche se asintomatico. Con un risultato positivo dunque, è necessario non farsi prendere dal panico ma agire in maniera decisa. 

Il primo passo è iniziare una fase di isolamento fiduciario, chiudendosi nella propria abitazione ed evitando di avere contatti fisici con l’esterno. Nel caso si conviva con altre persone, al fine di prevenire quanto possibile il contagio, è consigliabile utilizzare le mascherine apposite, preferibilmente quelle indicate con la sigla FFP2  e applicare il distanziamento sociale anche all’interno della dimora.

Per approfondire la propria condizione, è necessario contattare il medico di famiglia, spiegando la situazione. Lo stesso, chiederà molto probabilmente un accertamento attraverso un tampone oro-rino-faringeo. 

Egli ha un protocollo preciso che gli è stato affidato dalla sanità centrale e vi seguirà passo passo nel percorso che dovete compiere, senza ansia o lassismo, perché è doveroso anche proteggere gli altri. Se i sintomi a noi sembrano banali, per un nostro parente, l’eventuale contagio da parte nostra, gli può essere fatale.

Cosa fare se il test è negativo

Tenendo presente che nessun test è al 100% affidabile, il risultato negativo può non essere totalmente attendibile. Il virus infatti, potrebbe già essere presente nel corpo ma non ancora rilevabile.

In ogni caso, un test sierologico negativo non preclude l’utilizzo di tutte le normali pratiche impiegate solitamente per evitare il diffondersi del virus (come l’uso della mascherina, un’accurata igienizzazione delle mani e altre pratiche simili).



Prezzi aggiornati al 26-11-2020

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