Quanto costa il ferro al kg?

Quanto costa il ferro al kg?

Il ferro è uno dei materiali più diffusi e utilizzati al mondo. Per comprendere, perlomeno in parte, la sua importanza, basti capire come il suo utilizzo ha cambiato il corso della storia dell’uomo.

Già 4.000 anni fa infatti, Ittiti e Sumeri utilizzavano questo elemento per realizzare punte di lancia, gioielli e altri piccoli oggetti. Ovviamente, con il passare dei secoli e dei millenni, la lavorazione del ferro si è evoluta, tanto da portare alla realizzazione di leghe più complesse come ghisa e acciaio.

A distanza di tanto tempo, questo materiale è ancora largamente utilizzato nei più svariati campi. Intorno ad esso inoltre, si è sviluppato anche un particolare mercato di riciclo che, a prescindere dai risvolti economici, è apprezzabile anche per quanto concerne lo spirito ecologico.

Ma quanto costa oggi il ferro al chilo? In questo articolo andremo a focalizzarci sul lato prettamente economico di questo materiale, cercando di capire qual è il suo valore nel mercato contemporaneo.

Il riciclo del ferro

Riciclare significa risparmiare e, in tal senso, non tutti sanno che vecchi oggetti in ferro possono avere un valore da non sottovalutare. Che si tratti di vecchi elettrodomestici non più funzionanti o di componenti di auto da demolire, il riciclo di questo materiale è quanto mai vivo e attivo nella società moderna.

In tal senso esistono ditte specializzate che recuperano oggetti di natura ferrosa per ricavarne il minerale. Il recupero dello stesso nella sua forma senza impurità e senza inquinare l’ambiente con componenti ad esso inglobati, va puntualizzato, non è sicuramente un’operazione semplice. Le imprese addette a questa mansione, devono seguire rigide leggi che vanno a tutelare l’ambiente.

Quanto costa il ferro al chilo

Così come qualunque tipo di materia prima, anche il costo del ferro è soggetto alle oscillazioni tipiche del mercato. In tal senso, il prezzo varia in un range che va dai 0,20 ai 0,075 euro al chilo, anche se, come vedremo, questo prezzo è destinato a scendere nei prossimi mesi e anni.

Questa valutazione però è fatta sull’ordine di un’unità di misura, ovvero il chilogrammo, che non corrisponde a quella utilizzata sui mercati internazionali. In ambiti del genere infatti, si considera il prezzo della materia prima sulla tonnellata.

Stando a quanto riportato da siti del settore dunque, il trend del costo del ferro è destinato a scendere durante tutto il 2021 e per l’anno successivo. Gli esperti del mercato dunque, prevedono che entro la fine del 2022 il costo per tonnellata possa scendere fino ai 60 euro (dunque 0,06 al chilo). Un prezzo dunque che, se paragonato rispetto ad altri minerali preziosi come l’oro, risulta decisamente basso.

Per avere una panoramica in tempo reale sulle quotazioni del ferro, consigliamo di dare uno sguardo a questo sito specializzato.

Valore del ferro di scarto

Detto ciò, va tenuto conto che le cifre indicate finora vanno a definire il minerale “puro”. Quando si parla di ferri vecchi e di riciclo dunque, queste somme vanno drasticamente ridotte.

Un’azienda che si occupa del riciclo del ferro infatti, oltre a dover affrontare costi operativi, di trasporto e manodopera, deve avere un certo margine per poter portare avanti la propria attività.

In tal senso, possiamo affermare che il ferro da riciclare viene solitamente pagato un decimo rispetto al materiale puro. Sotto questo punto di vista poi, le contaminazioni di altri materiali (come plastica) possono rendere il prezzo ancora più basso.

Per poter avere un’idea più precisa, è possibile individuare sul Web dei portali specifici che si occupano di questo mercato. Attraverso queste piattaforme è possibile smaltire gli scarti metallici in maniera ecologica e in linea con le direttive della legge.



Prezzi aggiornati al 10-09-2021

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