Quanto costa aprire uno studio medico?

Quanto costa aprire uno studio medico?

Quanto costa aprire uno studio medico?

Per chi ha studiato medicina e ha fatto pratica, è un vero e proprio sogno nel cassetto. L’apertura di uno studio medico è, per molti medici, un traguardo raggiunto dopo tanto studio, lavoro e fatica.

Questo passo così importante, come è facile da comprendere, non è sicuramente semplice da effettuare. Al di là delle pratiche burocratiche che, come abitudine, sono piuttosto complesse in Italia, vi sono anche dei costi da affrontare, costi che si vanno aggiungere alle varie spese che ogni medico deve sostenere per il solo fatto di essere iscritto all’albo ed esercitare la libera professione (tanto per citarne due, la gestione della partita iva e la stipula di un’assicurazione professionale medici).

In questo articolo affronteremo questa tematica, andando ad analizzare in maniera piuttosto generica, sia i passi da effettuare per poter avviare un progetto di questo tipo, sia i costi legati all’apertura di uno studio medico.

Differenza tra studio medico e ambulatorio

Ancor prima di approfondire questa tematica però, è bene chiarire quale sia la differenza tra studio medico e ambulatorio. Questi due termini, spesso confusi, identificano però due situazioni ben diverse tra loro.

Lo studio medico infatti è un luogo dove un professionista dell’ambito sanitario, svolge in maniera diretta il suo lavoro. Di fatto, questa attività viene identificata con il medico stesso che attua il suo lavoro.

Il luogo fisico identificato come tale, tra l’altro, teoricamente non è neanche aperto al pubblico. Non per niente, soprattutto in passato, lo studio medico era spesso ubicato proprio nei pressi dell’abitazione del professionista.

L’ambulatorio medico invece, si tratta di una vera e propria organizzazione, che prevede la presenza di più specialisti, oltre a un direttore. Mentre nel primo caso si parla di un singolo professionista, con l’ambulatorio si parla di una sorta di associazione tra più di essi.

I requisiti burocratici e fiscali per aprire uno studio medico

Il primo requisito per aprire uno studio medico, è ovviamente aver compiuto un percorso professionale, con tanto di studi e apprendistato. A livello puramente pratico poi, è necessaria avere una sede fisica.

Per essere a norma, un immobile deve innanzitutto essere dotato di alcuni requisiti fondamentali come:

  • una stanza per le visite
  • una sala d’attesa
  • servizi igienici (standard e per disabili)

La locazione può essere in affitto o di proprietà del medico. A prescindere da ciò, è indispensabile a norma di legge avere una o più finestre (al fine di garantire il ricambio d’aria).

Una volta appurato che l’immobile presenta i suddetti requisiti, è possibile muoversi anche in ambito burocratico e fiscale. Per aprire uno studio medico infatti, è necessario aprire una partita Iva come qualunque altro tipo di attività.

Di conseguenza, arrivano poi una serie di pratiche burocratiche come l’iscrizione alla cassa di previdenza dei medici, la regolarizzazione della posizione Inail e la scia di avviso apertura attività, oltre ad eventuali formule assicurative (di cui parleremo dopo).

I costi di uno studio medico

Stimare il costo di apertura di uno studio medico non è semplice. Generalmente si parla di costi da sostenere piuttosto importanti.

Se però il professionista si dimostra degno della fiducia dei propri pazienti, grazie a un giro di lavoro elevato, potrà coprire in tempi relativamente brevi tutte le spese. Basti pensare ai dentisti che, grazie a lavori come la realizzazione di impianti dentali, possono ottenere guadagni piuttosto interessanti dalle proprie mansioni.

I costi più consistenti, sono legati prevalentemente all’immobile. Questo infatti, per essere adattato al contesto, nella maggior parte dei casi richiede delle ristrutturazioni piuttosto consistenti.

Sotto questo punto di vista dunque si può avere a che fare con strutture da rinnovare completamente con decine e decine di migliaia di euro da spendere, oppure con location già predisposta che, con poche migliaia di euro, sono già adatte ad accogliere i pazienti.

Non solo: anche il tipo di branca medica può avere un peso specifico più o meno consistente in fase di arredamento dello studio. Alcune strumentazioni infatti, possono essere alquanto costose ma risultano indispensabili per certe tipologie di specialisti. Basti pensare, per esempio, a che tipologia di dotazione ha bisogno un oculista per poter esaminare i propri pazienti.

Al di là di ciò poi, vi è una parte di arredamento essenziale, come le sedie per la sala d’attesa, la scrivania, un impianto di illuminazione adeguato e tanto altro. A grandi linee dunque, per avviare uno studio medico, è necessario investire svariate decine di migliaia di euro. In alcuni casi, il denaro richiesto per poter aprire questa attività, va oltre i 100.000 euro.

I costi legati al mantenimento dell’attività

Una volta che uno studio medico è stato aperto ed è stato effettuato il primo investimento, vi sono una serie di costi di cui tenere conto.

Primo fra tutti è un’assicurazione professionale adeguata al lavoro svolto dal professionista. Chi opera in ambito sanitario infatti, ha la concreta necessità stipulare una qualche forma di protezione rispetto al suo lavoro.

Non va poi dimenticato anche che, così come per qualunque altra partita Iva, anche uno studio medio ha bisogno di un commercialista che si occupi della sfera fiscale.

Nel caso lo studio abbia molti pazienti e risulti complicato gestire la mole di lavoro, potrebbe rivelarsi necessario fruire dei servizi di una segretaria. Ovviamente, assumere una persona che svolga le mansioni di segreteria, ha un costo da non sottovalutare.



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